Nocera Superiore. Sta assumendo contorni sempre più battaglieri la querelle che vede interessata la Gori spa - l'azienda che gestisce i servizi idrici integrati nell'Ato 3 - e i Sindaci dei diversi Comuni che chiedono sempre più insistentemente di rendere il servizio nuovamente pubblico. Grazie alla legge Galli del '94 e al successivo Testo Unico dell'Ambiente, i Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale 3 (Ato 3) - che in questo caso ne comprende ben settantasei distribuiti tra le province di Salerno e Napoli - sono stati costretti a demandare la gestione del servizio ad un ente unico designato, che stabilisce tariffe e modalità di gestione. Nel caso dell'ambito sarnese-vesuviano, fin dal 2002, è stato individuato come ente gestore la Gori Spa, una società mista a prevalente capitale pubblico: il 51% delle azioni, infatti, è detenuto dal consorzio obbligatorio dei settantasei comuni stessi. La Gori si occupa della captazione e distribuzione dell'acqua nelle abitazioni e nei pubblici uffici ma anche della manutenzione delle fognature e della depurazione delle acque reflue. Essa "vende" ogni anno circa cento milioni di 100 metri cubi di acqua che raggiungono quasi 500mila utenti distribuiti in 925 kmq di superficie. Una rete idrica di circa 4mila km e una rete fognaria di circa 2mila duecento km serve a fornire il 99% della popolazione. Tuttavia questa azienda e la sua gestione sembrano cozzare apertamente con l'esito del referendum istituito nel 2011 in cui si è evinta la volontà del popolo italiano di lasciare l'acqua e la sua gestione un servizio di natura pubblica. A cavalcare l'onda del dissenso nasce appunto il Coordinamento Acqua Campana, a cui aderiscono la maggior parte dei Comuni dell'Ato 3 e che si sono opposti, qualche mese fa, all'approvazione della nuova legge regionale che imponeva la privatizzazione dei grandi acquedotti regionali. La gestione Gori - secondo i portavoce - non farebbe altro che aumentare esponenzialmente le tariffe dei servizi idrici senza migliorare la qualità di quanto offerto, oltre ad essere un orpello gestionale utile a trovare lavoro per parenti e amici. Ricordiamo che la Gori stessa ha causato un buco di bilancio di circa 150 milioni di euro che ricadono sulle casse pubbliche e che sono stati oggetto già nel 2012 di un maxicondono della Regione Campania. In questi mesi si sono susseguite sulle pagine dei quotidiani e negli studi legali interminabili questioni, tese ad accertare la veridicità delle posizioni del Coordinamento, che chiede di poter "cacciare via" la Gori dai propri territori. Ultima ma non ultima la presa di posizione del Sindaco di Fisciano Tommaso Amabile che ha intimato alla Gori l'immediata riparazione del sistema fognario di Via Nastri, danneggiato dal maltempo, diktat che ha inizialmente trovato diniego presso l'azienda. Ricordando che in periodo di campagna elettorale diventa importante chiedere ai candidati di prendere una posizione decisa in merito, il Movimento sta inasprendo ulteriormente le proteste e a Nocera Superiore, il giorno 28 aprile chiederà agli aspiranti Sindaci di presentare una richiesta di impegno in tal senso. Il giorno successivo invece - martedì 29 - si terranno rispettivamente a Castellamare di Stabia il Consiglio Comunale e a Nocera Inferiore un assemblea pubblica presso l'aula consiliare del Comune per aggiornare i cittadini sulla situazione attuale in cui versa la rovinosa gestione Gori. La battaglia continua.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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