Salerno. Durante l'udienza di ieri, Luigi Gabola, uno dei due legali che assiste Antonio Pignataro - reo confesso dell'omicidio avvenuto a Cava nel 1982 della piccola Simonetta Lamberti di undici anni - ha chiesto la prescrizione del reato. La richiesta si basa non sulla pena prevista in astratto, ovvero l'ergastolo, ma sulla richiesta di trenta anni che è stata avanzata. La motivazione è quella delle attenuanti generiche alla contestata aggravante, ma soprattutto in virtù della collaborazione resa, utile a ricostruire tutti i dettagli della vicenda. Pignataro, infatti, non agì da solo: lui, che faceva da palo nell'automobile, partecipò all'agguato, inizialmente destinato al Giudice Lamberti, padre di Simonetta, con tre killer Gerardo Della Mura, Claudio Masturzo e Gaetano De Cesare, su ordine di Francesco Apicella. I tre assassini, tutti morti, non sono gli unici sospettati: le indagini, riaperte dal Sostituto Procuratore Vincenzo Montemurro, lasciano presagire che qualcuno, attualmente ancora in vita, abbia preso parte alla tragica vicenda. Presenti all'udienza di ieri l'Avvocato Dalia in rappresentanza della famiglia Lamberti e le parti civili: lo stesso Pignataro è risultato assente a causa delle sue precarie condizioni di salute. Il gup Sergio De Luca ha rimandato l'udienza al prossimo 4 Luglio, quando a parlare per Pignataro sarà il suo secondo legale, Libero Mancuso, ieri assente per un lutto familiare.
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