San Valentino Torio. Una vasta operazione a tutela dell'area del Parco Regionale del fiume Sarno è stata avviata stamane dal personale dell'Arma dei Carabinieri del Comando stazione di San Valentino Torio, unitamente a personale dell'Ente Parco e del Nucleo Provinciale di Salerno Guardie Giurate del Wwf Italia. I controlli dei militari, coordinati dal Maresciallo Capo Umberto Alfieri, si sono concentrati proprio nei pressi del fiume Sarno, in particolare nei territori che costeggiano via Vetice. In quest'area i militari ed il personale tecnico intervenuto a supporto, hanno individuato una strada realizzata quasi esclusivamente con inerti e scarti di provenienza edilizia e rifiuti di varia tipologia che a seguito del loro abbandono incontrollato, oltre ad interessare i vicini terreni coltivati, avevano anche ricoperto la sponda del fiume contribuendo alla sua completa distruzione sia dal punto di vista naturalistico ed ecologico nonché all'inquinamento del fiume. Nel prosieguo dell'attività ispettiva i militari accertavano la presenza di un'area di circa 700/800 metri quadri interessata completamente da rifiuti di ogni genere, in particolare fanghi, inerti, materiali plastici, beni dismessi quali materassi, materiali ferrosi, il tutto coperto con un telo in pvc a sua volta bloccato al suolo da centinaia di pneumatici esausti. Una situazione dal punto di vista ambientale gravissima che, oltre a distruggere un'area di particolare valenza naturalistica, poneva a rischio anche i vicini terreni coltivati per la presenza di piccoli fossi canali e di alcuni pozzi. Dopo una attenta valutazione con il personale dell'Ente Parco, i militari, ritenuto che tale illecita attività di fatto concretizzasse a tutti gli effetti una vera e propria discarica abusiva in piena area di riserva, senza che mai fosse stato adottato alcun accorgimento per evitare l'inquinamento del suolo e del fiume, hanno proceduto immediatamente al sequestro dell'intera area oltre che della strada di accesso e di alcune strutture in legno abusive utilizzate quale ricovero e deposito di rifiuti per complessivi 2000 metri quadri. Sul posto è stata accertata anche la presenza di alcune aree dove i rifiuti venivano dati alle fiamme con ulteriore diffusione dell'inquinamento. Considerato che tale area rientra nel perimetro dell'Ente Parco tra le numerose contestazioni (danneggiamento di bellezze naturali, realizzazione di una discarica abusiva, illecita attività edilizia in assenza di nulla osta dell'ente, etc..) per la prima volta è stato anche contestato l'art.452 bis della Legge 22 maggio 2015, n. 68 "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente" poiché tale illecita attività risultava aver provocato la compromissione ed il deterioramento delle acque, del suolo, del sottosuolo nonché dell'ecosistema, della biodiversita' agraria, della flora e della fauna. Il personale, dopo le procedure di rito, ha predisposto ed inoltrato alla Autorità Giudiziaria una dettagliata denuncia a carico di una persona risultata di fatto il gestore dell'area.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
...