Sarno. Personale della Polizia di Stato appartenente al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sarno ha avviato, da alcuni mesi, indagini finalizzate all'individuazione di persone che imbrattano i muri della città e di uffici pubblici, con frasi relative inneggianti all'Isis, e parole offensive contro esponenti politici di rilievo nazionale, regionale e locale, utilizzando bombolette di vernice spray, quasi sempre di colore nero e qualche volta rosso. Dai primi accertamenti è emerso che le scritte, vergate quasi sempre con la medesima grafia, venivano apposte di notte, in zone scarsamente illuminate e quasi del tutto prive di impianti pubblici di videoregistrazione. Tuttavia, le minuziose indagini degli investigatori, con acquisizione ed esame di svariate ore di filmati ottenuti da impianti privati di videoregistrazione, appartenenti ad esercizi commerciali posizionati nelle zone in cui erano avvenuti i vari episodi, hanno consentito di delineare l'identikit di una persona che, con un giubbino ed il cappuccio alzato, realizzava le scritte. In occasione dell'ultimo episodio, verificatosi lo scorso 7 dicembre, quando l'ignota mano ha tracciato scritte abbondantemente riportate dagli organi di stampa, i poliziotti di Sarno sono riusciti ad individuare una donna, che indossava un piumino col cappuccio. Le indagini sono state quindi indirizzate su un campione di donne, tra quelle appartenenti ad aree politiche antagoniste, di età e fattezze corrispondenti a quella dell'anonima autrice delle scritte. Dagli accertamenti svolti, anche attraverso la visione e l'esame di vari contatti sui social network, l'ignota imbrattatrice è stata identificata per M.A.M, di 43anni, di Sarno. I risultati delle attività investigative sono state inoltrati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera che ha emesso il decreto di perquisizione locale presso l'abitazione della 43enne, finalizzata al rinvenimento dei capi di abbigliamento utilizzati e di eventuali altre cose o tracce pertinenti al reato. Nella mattinata odierna è stato reperito il giubbino utilizzato dalla donna, perfettamente uguale a quello che si nota nelle immagini video acquisite, ad ulteriore riprova dell'identità della stessa. M.A.M. è stata pertanto deferita all'Autorità Giudiziaria, in stato di libertà.
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