Salerno. Il 2 luglio un comunicato stampa del Comune di Salerno annunciava che, nell'ambito delle nuove iniziative volte a combattere le trasgressioni in materia di corretto conferimento dei rifiuti urbani, sarebbe stato pubblicato l'elenco delle persone colpite da sanzione. La notizia ha fatto chiacchierare ancora di sé il già chiacchierato, ormai in ambito nazionale, sindaco Vincenzo De Luca: molti hanno intravisto nel provvedimento una violazione della privacy e persino il Garante si è mosso, scrivendo al primo cittadino per chiedere chiarimenti in merito. Tuttavia viene da chiedersi il perché di tale polemica: il tanto discusso elenco, infatti, è puramente indicativo e non permette la piena identificazione dei "colpevoli": difatti in esso compaiono solo nome, cognome, comune di residenza e professione e bisognerebbe compiere una più approfondita indagine per proprio conto, per risalire alle rispettive identità! Quindi è molto improbabile, sebbene non del tutto infondato, che il Garante blocchi l'iniziativa. La verità è che, forse, non si tratta di un problema di "sola" privacy: c'è un aspetto più rilevante nel provvedimento, come se l'Amministrazione avesse inteso stilare un elenco dei cattivi: un simile elenco ha in sé il potere di generare una sorta di caccia al "conferitore" scorretto! L'Amministrazione Comunale ha infatti il dovere di usare qualsiasi arma in suo possesso per far rispettare le leggi...e la coscienza civile dei propri cittadini è la migliore delle armi! Cittadini un po' annoiati, pensionati demotivati possono così trovare una loro nuova identità ed un nuovo senso alla propria vita, in un'azione di tipo poliziesco con finalità moralistiche, che corre però il rischio di fondare le proprie radici in odi generazionali e razziali. Il clima è teso e ciascuno è pronto a guardare ognuno con occhi da inquisitore nella nuova Salerno della civiltà; a giudicare, a rimproverare, a comporre un numero per denunciare, a sperare, dai vetri di una finestra, nella giusta punizione per il vicino di casa incivile e maleducato! C'è chi, invece, la forza non può e non vuole usarla ed allora, in alternativa, usa la persuasione, con uno sguardo al futuro. Parliamo di Legambiente, che incoraggia anch'essa alla corretta differenziazione dei rifiuti, ma che propone e spinge nella direzione del riutilizzo dei contenitori. Non sono pochi, tuttavia, gli ostacoli al raggiungimento di un tale traguardo; tra questi, la totale assenza, in provincia, di distributori di alimenti alla spina. E' indicativo che, tra le innumerevoli richieste di finanziamenti, giunte ad Invitalia da parte di giovani imprenditori, nessuna abbia riguardato, in Campania, affiliazioni ad esercizi del tipo di "Negozio Leggero". E' questo un segno di una coscienza e di una conoscenza ancora poco diffuse. Ed allora diviene effettivamente difficile riutilizzare i contenitori e la campagna diviene inutile, vista la totale assenza, in provincia, di negozi di prodotti sfusi. Persino le poche cooperative agricole, che hanno installato distributori di latte crudo, sono talmente lontane dai principali centri, che per rifornirsi di latte bisognerebbe percorrere 60 chilometri ogni due, o tre giorni. Senza contare che, nel dubbio causato da alcune ricerche sugli alimenti non sterilizzati, parecchi consumatori ci penserebbero su due volte, prima di causare una infezione renale ai propri figli. Ed allora torniamo a chi sta usando la forza: in un'ottica di speranza e di fiducia, le istituzioni potrebbero investire in campagne informative e incentivare la diffusione di distributori di latte, ed altri alimenti alla spina. Proviamo a dare un semplice sguardo ai vantaggi immediati: si eliminerebbe quasi totalmente il ciclo della plastica e si risparmierebbe sul rafforzamento dei controlli.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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