Salerno. Sul cantiere salernitano di Porta Ovest si staglia la longa manus della malavita organizzata. Non ci sarebbero, infatti, soltanto i presunti legami con i clan di Cosa Nostra, sui quali sta indagando la Procura di Catania; al centro delle attenzioni degli inquirenti sono finite anche eventuali infiltrazioni della camorra, al centro di un nuovo filone d'indagine della Procura di Salerno. Il cantiere salernitano sarebbe stato utilizzato come lavanderia dei clan per ripulire denaro di provenienza illecita e generare nuovi profitti. A tal proposito i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria stanno eseguendo una serie di accertamenti patrimoniali sulle società che hanno avuto il subappalto dell'opera. Esiste, inoltre, una relazione della Dia - trasmessa alla Procura distrettuale - nella quale sono indicate le generalità di persone ritenute vicine ai Casalesi; i soggetti in questione sono stati fotografati anche sul cantiere, mentre erano impegnate in operazioni di carico e scarico della merce. Ad alimentare i sospetti degli inquirenti anche un altro personaggio: Fabio De Iulo, vicino al clan Cesarano di Castellammare di Stabia, e ripreso più volte mentre si aggira nell'area dei lavori.
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