Napoli. Per la seconda volta nel giro di un mese, l'attività delle Fonderie Pisano di Salerno viene ancora sospesa. Il provvedimento è stato assunto nella giornata di ieri dalla Regione Campania, che ha nuovamente intimato all'azienda di rimuovere, ancora una volta entro il termine di 60 giorni, tutti i profili di criticità rilevati dallo scorso Novembre sino ad oggi dall'Arpac. E questa volta in via definitiva. Se non ci sarà adempimento, infatti, potrebbe profilarsi la strada della revoca dell'autorizzazione integrata ambientale, con tanto di chiusura del sito. Tre in particolare i profili di criticità emersi dagli ultimi riscontri. Il primo riguarda il superamento dei limiti massimi consentiti in milligrammi di monossido di carbonio al metro cubo dispersi in aria, che risultato ben 13 volte superiori alla soglia. Il secondo problema è invece relativo ai sistemi di captazione per l'assorbimento delle polveri diffuse, allo scopo di garantire la salvaguardia dell'ambiente: finalità per la quale occorrono decisi interventi strutturali agli impianti di aspirazione. Infine, la terza nota dolente si riferisce alla gestione delle acque, specie in ordine al superamento del parametro degli idrocarburi. Le controdeduzioni avanzate dall'azienda in tal senso non sono state ritenute sufficienti dall'agenzia regionale.
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