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Assunzioni illegittime, parlano i licenziati: "Una barbarie del Comune"

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Category: Salerno
Salerno. La vicenda risale al 2008, quando nove collaboratori di Palazzo di Città furono stabilizzati con contratto a tempo indeterminato. Successivamente, tali assunzioni sono state al centro di un contenzioso amministrativo e contabile che ha portato al licenziamento dei nove dipendenti che, da oggi, non faranno più parte dell'organico comunale. I nove dipendenti hanno annunciato un ricorso al giudice del lavoro mentre gli ex amministratori comunali, condannati a risarcire un danno di quasi 600 mila euro, hanno già presentato appello e sono in attesa dell'udienza. Di seguito alcune dichiarazioni pubblicate online dagli ex dipendenti vittime del licenziamento.
  
Anna Fiore ha commentato così la vicenda: "Chi mi conosce sa che ho cominciato a bazzicare nelle redazioni giornalistiche ancora liceale, che mi sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti a soli 21 anni, che ho lavorato di giorno (radio, tv, carta stampata, uffici stampa) e studiato la notte. Dopo più di 4 anni, venerdì 15 Febbraio 2013 (certe date restano impresse), un messo comunale mi ha notificato la sospensione degli atti del concorso: dal lunedì successivo non avrei più lavorato al Comune (...). La strategia del Comune di Salerno è stata la più semplice: disfarsi dei 9 lavoratori. Il Tar, a cui abbiamo fatto ricorso, ci ha subito rimessi in servizio con una sentenza che invece legittimava pienamente le nostre assunzioni. Pensavamo che la storia finisse là. Invece il Comune ha fatto ricorso in Consiglio di Stato (contro se stesso e i propri atti!), chiedendo addirittura l'urgenza nella fissazione dell'udienza. E il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso. Il tutto nel totale silenzio di una politica distratta da altro: i nostri assessori (ormai molti ex) si sono ricordati della questione solo quando la Corte dei Conti li ha condannati a pagare. Ma scusate la banalità della domanda: ma se il Comune non prova minimamente a difendere i propri atti, se viceversa li annulla immediatamente e si dichiara colpevole perché la Corte dei Conti avrebbe dovuto assolvere i responsabili? E perché il Consiglio di Stato avrebbe dovuto contraddire il Comune che dichiarava di aver posto in essere 9 assunzioni "erroneamente". E' evidente che con questa strategia abbiamo perso tutti: noi siamo stati licenziati, gli assessori sono stati condannati a pagare e il Comune ha fatto la figura del "Coccodrillo". Una vicenda inverosimile - commenta infine Fiore - che alla fine mi porta a porre la più semplice e scontata delle domande: ma chi ve l'ha chiesta questa stabilizzazione? Se queste procedure non si potevano fare, se non le sapevate fare, perché le avete fatte?".
  
Dello stesso avviso Gaetana Pinto, queste le sue parole: "La vicenda che mi vede e ci vede coinvolti è ormai di dominio pubblico, e tanti si saranno fatti un'idea del mio/nostro trascorso in questa Amministrazione, sbagliate, fantasiose o solamente leggermente diverse dalla realtà dei fatti. Purtroppo solo chi questa situazione la vive da tre anni e mezzo può capire quello che abbiamo sopportato. False speranze, false remore e invece reali azioni amministrative del tutto gratuite e volte solo a tutelare meri interessi di alcuni che, dal principio, poi abbiamo saputo, non aver mai creduto in quella stabilizzazione, stranamente pensata, scritta, attuata, da chi ha anche fatto parte di tutte le commissioni che ci ha visti partecipare al "concorso". Venivamo da una realtà "diversa", quella del lavoro privato, ed essendo abituati a determinati orari, ritmi e responsabilità, abbiamo mantenuto uno standard qualitativo alto e spero che quanti di voi mi abbiano e ci abbiano conosciuto lo possano confermare, perché è mia convinzione, forse troppo ingenua, che il lavoro, e qualunque lavoro deve dare dignità, e non può portare solo una mera remunerazione ma anche soddisfazioni e sono certa di parlare per tutti i miei, a questo punto amici di viaggio. Abbiamo sempre lavorato con dedizione a qualunque mansione o nuovo obiettivo da raggiungere, avendo in noi uno spiccato senso del dovere, ma purtroppo a nostre spese abbiamo compreso che la meritocrazia e il comportamento dignitoso che in questi anni abbiamo avuto, non ci hanno ripagati. Abbiamo pagato per una colpa non nostra e per una procedura amministrativa non scritta da noi ..... dobbiamo pagare noi? Sono triste e amareggiata per questa brutta storia tenuta in sordìna da tanti e conclusasi con questa Assurda soluzione, ma contenta di alcune persone incontrate in questo calvario".
  
Infine l'architetto Carla Gatto commenta così la decisione dei giudici. "La lettura di questa sentenza mi lascia dei dubbi a cui vorrei trovare risposte. Qual è il danno che ha causato la mia stabilizzazione così aspramente censurata dalla magistratura contabile? Io avevo tutti i requisiti ed era volontà dell'Amministrazione stabilizzarmi, forse il danno l'ha subito l'altro architetto mai assunto! Come è stato tutelato il principio dell'affidamento del terzo in buona fede poichè l'errore è stato commesso da chi ha redatto la procedura e non da chi l'ha subita? Qual è l'interesse pubblico difeso da questa sentenza? Mi sembra che il principio che muove quest'azione discenda direttamente da una spending review che ha come unico obiettivo il taglio dei costi, senza tenere conto dei risultati raggiunti dai lavoratori e dell'effettivo funzionamento della macchina amministrativa, organismo sempre più delicato che richiede professionalità esperte e qualificate. Il Comune di Salerno si troverà impoverito dalla perdita di professionisti che hanno trascorso 10-15 anni a realizzare delle eccellenze della nostra città. Dopo un primo risparmio sui costi del personale, saranno costretti ad investire per anni per formare nuovo personale, oppure a pagare fornitori esterni capaci di garantire standard adeguati oppure, più semplicemente, ad abbassare il livello dei servizi a discapito dei cittadini. Oggi penso con tristezza al momento in cui sono stata "precariamente stabilizzata". Ho quasi cinquant'anni e due bambini, davvero non so cosa mi riserva il futuro, ma se, oggi, dovessi dare un consiglio ad un giovane architetto di trent'anni, gli direi di scappare da questo Paese".
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