Pescara. "Ho addosso l'orologio, il braccialetto e la catenina di mio figlio. Questo è ciò che mi è rimasto di lui. Grazie a chi? Grazie a Bruno, il direttore dell'hotel? Grazie al presidente della Regione? Grazie al prefetto? Dovete dirmi chi devo ringraziare. Mi batterò fino alla fine, a costo di vendere tutto ciò che ho, qualcuno dovrà pagare. Voglio avere giustizia, voglio sapere chi sono i responsabili". Così Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle giovani vittime della tragedia di Rigopiano, ha dichiarato ai cronisti all'ospedale di Pescara. "Di chi è la responsabilità? Non dovevano farli salire. Mio figlio prima di partire ha mandato una mail all'hotel che gli ha risposto di non preoccuparsi perché garantivano il servizio. Al cantante del Volo, Gianluca Ginoble, invece, lo stesso giorno l'hotel ha mandato un messaggio in cui si diceva di non andare. E' una vergogna. Il sindaco ha chiuso le scuole per la neve, ma non ha chiuso l'hotel". Al momento è in corso l'autopsia sul corpo di Stefano.