Salerno. Nove giorni di festa, musica, sport e fede a Giovi: dal 28 maggio al 5 giugno il quartiere collinare di Salerno festeggia Santa Maria dei Campi. Si comincia domenica 28 maggio con il tiro a segno (le cui iscrizioni scadranno il 24 maggio) e si prosegue il 2 giugno sulle due ruote con la sesta edizione di "Giovi in bici", passeggiata ecologica. Gli appuntamenti liturgici più importanti, dal 30 maggio al 4 giugno, sono tutti fissati alle 19.30: giovedì 1 ° giugno inizio del Triduo di Pentecoste, Santa Messa per i portatori e per gli sposi e sabato 3 benedizione dei bambini, preceduta dall'animazione e dai giochi sotto i tigli nel pomeriggio a partire dalle ore 16. Venerdì 2 giugno stand gastronomici e spettacoli mentre domenica 4 giugno, in occasione della Festa di Pentecoste, il programma religioso s'intreccia con quello civile: infatti, l'intensa giornata avrà inizio alle 8.30 con il raduno di moto d'epoca e alle 8.45 con il raduno dei trattori in via Monte Bellara. I trattori poi sfileranno per le strade di Giovi. Dalle ore 13, pranzo della storica sagra del Catanazzo mentre la benedizione dei ceri votivi si terrà alle ore 23 insieme al canto dedicato alla Madonna. Lunedì 5 giugno ci sarà la Festa di Santa Maria dei Campi con il suono dei sacri bronzi e lo sparo dei mortaretti ad inaugurare la giornata. Alle ore 8 concerto bandistico, alle 10 si svolgerà la processione di Maria Vergine dei Campi mentre alle ore 12 il Pontificale e alle 13 la storica rappresentazione de "L'angelo e il diavolo". Infine, in serata, andranno in scena il Giovi Talent Show ed i fuochi pirotecnici. La festa di Santa Maria del Campo rappresenta per Giovi il coronamento di una devozione mariana molto sentita che affonda le sue radici nella leggenda e nel mistero. Si narra che in località Querceto a Giovi, nel primo Medioevo, vivesse una giovane pastorella a cui la matrigna affidava i lavori più impegnativi e faticosi; ella doveva condurre al pascolo le mucche e le capre e nello stesso tempo doveva anche filare una certa quantità di lana; la pastorella, molto umile e giudiziosa, riusciva a svolgere entrambi i compiti e a ritornare a casa sempre felice e sorridente. La matrigna, allora, aumentava sempre di più la quantità di lana da filare, finché la fanciulla fu costretta a portarne con sé una cesta piena. Quel giorno si vide completamente persa pensando già alla punizione a cui sarebbe stata sottoposta dalla matrigna per non aver svolto il compito affidatole, quando su un ceppo di quercia le apparve la Vergine Maria che la aiutò nel suo gravoso lavoro. La matrigna insospettita dal fatto che la figliastra riuscisse a svolgere da sola tanto lavoro, decise di mandare in campagna sua figlia al posto della figliastra. Questa però, per nulla abituata al lavoro, fece ritorno a casa stravolta e sanguinante, nel tentativo di recuperare una mucca che era caduta in un precipizio. Quando gli uomini del vicinato si recarono in fondo al precipizio per recuperare l'animale trovarono tra l'erba alta una statua raffigurante la Madonna.