Salerno. Era già stato prosciolto da ogni accusa nel processo di primo grado, ieri in appello l'assoluzione con formula piena è stata nuovamente confermata: dopo 20 anni l'ex ministro Carmelo Conte è stato pertanto sollevato dall'accusa di intrattenere rapporti con la "camorra del Sele", dopo ben otto ore di Camera di Consiglio. Al centro dell'esame il clan malavitoso del boss Giovanni Maiale, che aveva intessuto nella piana una vera e propria rete di traffici illeciti grazie con la forza e lo strapotere delle armi: dalle estorsioni all'usura, sino ad arrivare alla manipolazione delle gare per l'aggiudicazione di appati pubblici. Il risultato era stato un completo assoggettamento dell'economia locale, dai cantieri, ai centri residenziali e commerciali ai camping, alle agenzie di onoranze funebri, a cui avevano imposto il pagamento di una tangente per ogni funerale. E gli ingenti proventi delle attività illecite venivano poi reinvestiti in attività imprenditoriali immobiliari e commerciali. Con Carmelo Conte assolti anche Luigi Antoniello, Guido Bianchi, Pasquale Onnembo, Domenico Romano ed Ercole Andreani, per molti altri il giudizio d'appello ha prodotto una raffica di prescrizioni. Per tutti gli altri è stata confermata la sentenza di primo grado per le condanne e le assoluzioni. Anche per Angelo Conte, fratello di Carmelo, è giunta l'assoluzione.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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