Salerno. La scelta della Presidenza del Consiglio è finalmente arrivata, ed è caduta sul sessantaduenne Ezio Monaco, ex prefetto di Caserta, l'uomo dei tanti colpi inferti al clan dei casalesi negli ultimi 3 anni: sarà lui a dirigere l'ufficio prefettizio del capoluogo salernitano. Romano di nascita, ma di origini siciliane, comincia la sua carriera proprio ad Agrigento, per poi trasferirsi a Roma dove, dopo una lunga gavetta compiuta a percorrere tutte le trafile, arrriva all'incarico di vice prefetto. Dal 1999 Vicecommissario di Stato per la Sicilia, nel 2003 ritorna a Roma all'Iga. Nel 2008, il salto a Caserta, di nuovo nei panni di prefetto. Ed è qui che Monaco tinge con forti colori il suo curriculum: il rafforzamento della presenza dello Stato nelle zone più a rischio, i tanti arresti di luogotenenti della camorra, la cattura di Iovine e, da ultimo, di Zagaria. Successi dovuti alla forte sinergia tra tutte le forze dell'ordine, dai carabinieri alla finanza, sino ad arrivare ai massimi vertici degli organi giudiziari. Dopo tre anni passati letteralmente in "trincea", Monaco si trasferisce di qualche chilometro, da Caserta a Salerno, dove forse l'emergenza-camorra non è tanto grave come quella affrontata nel casertano, ma altrettanto impellente. Monaco si troverà di fronte una provincia al collasso dal punto di vista occupazionale, con l'emergenza lavoro a farla da padrona ed una disoccupazione giovanile senza precedenti. Circostanze che, non a caso, rendono assai facile anche l'impiego di giovani ragazzi tra i ranghi dei clan camorristici.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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