Salerno. ull'apertura della metropolitana di Salerno non grava solo la querelle infinita tra l'amministrazione De Luca e la Regione Campania ma anche un contenzioso tutto interno ai rapporti economici tra il Comune di Salerno e la ditta Mattioli spa. L'amministrazione De Luca e la Regione Campania ma anche un contenzioso tutto interno ai rapporti economici tra il Comune di Salerno e la ditta Mattioli spa. L'impresa che dieci anni fa, in Ati con la Sme Impianti spa, si è aggiudicata i lavori per la realizzazione della linea ferroviaria che collega il centro storico allo stadio Arechi, ha presentato, il 28 dicembre scorso, un decreto ingiuntivo contro Palazzo di Città. Chiedendo il pagamento di oltre due milioni e mezzo di euro, contro cui il Comune si è opposto. La soluzione della controversia adesso è rimessa tutta al giudizio del Tribunale civile di Salerno. La somma ingiunta dalla ditta appaltatrice corrisponde ai cinque miliardi di vecchie lire di cui il Comune di Salerno si era fatto carico per permettere la realizzazione dell'opera. La delibera di giunta comunale numero 405 del 31 marzo 1999 stabiliva infatti l'importo totale della spesa da sostenere per la realizzazione della metropolitana. L'esecutivo di Palazzo di Città, all'epoca, approvò sia il progetto esecutivo che la somma totale necessaria alla costruzione del sistema ferroviario. E cioè ottanta miliardi di vecchie lire così distribuiti: settantacinque miliardi sarebbero stati finanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, mentre i restanti cinque sarebbero stati erogati dal Comune di Salerno. Adesso la spa appaltatrice intima l'amministrazione al pagamento dell'equivalente della somma in euro. E pensare che, già nel 2009, c'erano stati i primi screzi tra la Mattioli spa e Palazzo di Città. L'Italferr spa - a cui era stata affidata dal Comune la direzione dei lavori - aveva applicato alla ditta una penale di quasi mezzo milione di euro, che l'Ati aveva contestato. Ed era riuscita anche a far prevalere le proprie ragioni tanto che il Comune deliberò la disapplicazione della penale stessa. Adesso la storia si ripete. Anche se lo scontro in aula vede contrapposti direttamente l'amministrazione De Luca e la ditta che ha eseguito i lavori. E la prima non ha nessuna intenzione di erogare i due milioni e mezzo di euro chiesti dalla seconda. Tanto che ha già dato mandato ad un legale esterno all'ente per opporsi in giudizio al decreto ingiuntivo.
FONTE: Corriere della Sera
FONTE: Corriere della Sera