Salerno. Un risultato atteso, programmato, scevro da sorprese. I lavoratori speravano, già disillusi, in una ricapitalizzazione che avrebbe avuto del miracoloso, in un mondo del lavoro ormai globalmente asservito alle regole ferree della flessibilità. E così ciò che doveva essere è stato: il Consorzio Salernitano Trasporti Pubblici è ormai, a norma di legge, una società sciolta, in attesa di essere posta in liquidazione controllata, a partire dalla metà del prossimo mese. Fino ad allora, assicurano, si dovrebbe garantire la proroga del servizio, un servizio parziale e allo stesso tempo necessario, prestato in una cornice quantomai surreale, per mezzo di un'azienda ologrammatica ormai svanita dalle mappe topografiche della città. Gli azionisti forti, Comune e Provincia di Salerno (57% del pacchetto complessivo della società) hanno deciso di non puntare sulla ricapitalizzazione dell'azienda, negli ultimi tempi collassata da perdite finanziarie di notevole portata. Si, ma a quale prezzo? Che la programmazione di gestione politica, ormai prossima, si fondi sui tagli ai dipendenti, alle retribuzioni ed all'orario di lavoro, nonchè sul tunnel ipotizzabile della mobilità, è un dato ormai assodato e confermato dalle analoghe, tristissime vicende del capoluogo (Pastificio Amato, ora la Siis). Ma appare del tutto anacronistico che una città che anela ad ascendere socialmente al rango di piccola metropoli europea non abbia, checchè se ne dica, un servizio pubblico di trasporto! Ad una simile constatazione sembrerà facile obiettare che, a seguito del risanamento da operare a furia di lacrime e sangue per tutti i lavoratori del consorzio, nella fase post-liquidazione bisognerà trovare un socio privato che rimetta in moto, anche dal punto di vista dell'idoneità funzionale, il servizio. Salerno sogna e ha puntato tutto sul progetto-metropolitana, siamo d'accordo. Ma si tratta di una querelle che si trascina ormai da tempo, e della quale non si vede una soluzione vicina. Vorrebbe rivedere lo statuto di Salerno Mobilità, come trapela da indiscrezioni. Poi parallelamente, su un altro versante, dice no anche alla ricapitalizzazione del Consorzio Aeroportuale. In tutto questo marasma resta pur sempre la macchia, gravante sulle istituzioni cittadine in primis (Sindaco e Comune), e su quelle provinciali subito dopo, di una "vacatio advectionis" potremmo dire, gravemente lesiva delle esigenze dei cittadini. Soprattutto delle loro necessità. E poi, subito dopo, dell'immagine di una città che vuole, oltre ogni suo limite, proiettarsi sul palcoscenico europeo. Non basterà stavolta, caro Sindaco, procedere all'ennesima restaurazione estetica dell'area metropolitana, o apparecchiare luminarie. Se qualche luce si è accesa, è servita per illuminare le inefficienze, questa volta troppo gravi, del suo metodo.Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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