Salerno. Costringeva una donna a prostituirsi per estinguere il debito che aveva contratto con lui. Tutto è finito quando la donna, assieme al marito, non ha deciso di denunciare tutto alla polizia. E' stato così che sono partite le indagini che hanno portato all'arresto di Marco Pietrofesa, 41 anni, uno degli esponenti della cosca di via Capone, e che hanno fatto emergere una storia brutta e inquietante. Gli agenti di polizia hanno accertato che l'uomo vantava un credito di 700 euro nei confronti della coppia e ne chiedeva l'adempimento attraverso il ricavo proveniente dalle prestazioni sessuali della donna, in quanto i due vivevano in indigenti condizioni economiche. Per costringere la donna a continuare a prostituirsi, aveva anche iniziato a minacciarla e, addirittura, l'aveva costretta ad avere un rapporto sessuale con lui. E' stato allora che la vittima dei soprusi e il marito si sono rivolti alla polizia. La polizia ha accertato che la donna era stata effettivamente costretta a prostituirsi nella zona orientale di Salerno, per poi consegnare all'uomo circa 200 euro ricavati dall'attività di prostituzione. Quindi, accertati i fatti, gli agenti hanno chiesto e ottenuto un provvedimento restrittivo dal tribunale. Pietrofesa è stato così accompagnato in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
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Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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