Baronissi. E' stato assolto dopo ben dodici anni il sindaco di Baronissi, Giovanni Moscatiello, accusato di concorso esterno in associazione camorristica. "Una storia surreale che ha rischiato di spaccare la mia vita e la nostra comunità", le parole di Moscatiello comparse sui manifesti affissi in città subito dopo l'assoluzione. Per i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno il fatto non costituisce reato. Caduta l'aggravante per associazione camorristica, sono stati prescritti anche gli altri reati: concussione, abuso e omissione in atti di ufficio. Reato prescritto anche per gli altri due imputati Carmine Mottola, direttore dei lavori, e Aniello Piemonte, l'architetto che si occupava dei lavori nella frazione Cariti. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1998 e il 2001. Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero percepito danaro e tangenti in cambio di varianti sulle opere pubbliche eseguite dal clan Forte nelle frazioni di Orignano, Caprecano e Fusara (4 cantieri su 181 opere realizzate). Tante le parole di stima e vicinanza da parte di amici, sostenitori e parenti, tanta la gioia subito dopo la sentenza. Eppure qualcosa non va per il PD. "Moscatiello - secondo gli esponenti del partito - è stato assolto dal reato di concorso esterno in associazioni camorristiche ma gli altri reati, la concussione e l'abuso di ufficio, sono andati in prescrizione. Non si tratta, dunque, di un'assoluzione piena". Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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