Pellezzano. "Inizia oggi la quarta settimana di occupazione della casa di cura La Quiete da parte dei dipendenti della struttura". Parte così la lettera aperta scritta dai lavoratori della clinica pellezzanese, che continuano ad oltranza la loro protesta contro il taglio degli stipendi e la gestione della vicenda da parte dei vertici della struttura e delle istituzioni. "Noi vi vogliamo parlare - scrivono - della nostra dignità di soffrire e continuare ad essere professionisti della sanità, della nostra umiltà di accettare la solidarietà di tutti, sotto forma di aiuti concreti, di una parola di sostegno, di una pacca sulle spalle che tutti, ripetiamo tutti, ci stanno mostrando: i cittadini di Pellezzano e non solo, estranei, familiari dei degenti e così via". "Grazie Calabrese - proseguono - per averci ricompattati come mai prima d'ora nella storia della Quiete. Grazie per averci ridato la luce dopo anni di oscurantismo in cui promesse, speranze, illusioni e delusioni ci avevano fatto credere che un imprenditore è anche un buon padre di famiglia. Altri lo sono stati: tu, non certo". "Finora - chiudono - siamo stati per te come i 600 di Balaklava. Il 25 Ottobre 1854 vi fu un episodio della Guerra di Crimea che vide le forze alleate del Regno Unito, della Francia e dell'Impero Ottomano contro l'Impero Russo. In quel giorno ebbe luogo la carica dei 600, quando la brigata leggera di cavalleria britannica caricò frontalmente una batteria russa. Come quei 600 noi fino ad oggi siamo sempre...morti. Inutilmente. Ora la storia cambia: siamo noi l'artiglieria. Avanti dunque fino alla fine, per la vittoria".
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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