La soluzione è arrivata nella stessa serata. E’ stato deciso l’utilizzo di anestesisti di libera professione in aggiunta a quelli già in servizio, non essendo garantite dagli anestesisti in servizio prestazioni aggiuntive oltre a quelle di emergenza.
Ora si attende la stipula della convenzione con la ASL di Benevento, dalla quale deve pervenire il personale medico, dopodiche si passera’ alla fase operativa.
“Un, problema” – ha dichiarato il Sindaco Romano – “la cui soluzione individuata fa si’ che i costi siano a carico dell’Asl Salerno; e non esistono al momento alternative, in attesa del riordino della pianta organica”.
La problematica era stata già presa in esame dal consigliere comunale Carmine Landi, Presidente della Commissione Consiliare Permanente Politiche Sociali, il quale aveva valutato le possibili soluzioni per far fronte all’emergenza-ospedale.
Landi aveva detto che “l’Amministrazione Comunale di Mercato S. Severino, in primis il Sindaco Giovanni Romano, ha già portato a conoscenza di S.E. il Prefetto di Salerno atti riguardanti il Pronto Soccorso sei mesi fa. Per la soluzione del problema, che riguarda esclusivamente le autorità istituzionali dell’ASL, è opportuno che il tavolo tecnico, comprendente commissario straordinario sub-commissario e direttore sanitario, predisponga le turnazioni del pronto soccorso impiegando, oltre al personale medico assegnato allo stesso Pronto Soccorso, anche i dirigenti medici in servizio presso altre unità operative, allo scopo di recuperare risorse da utilizzare per la copertura dei turni. Questo è l’unico modo per ovviare alla carenza di organico che coinvolge anche i Pronto Soccorso di altri presidi ospedalieri (vedi Battipaglia) e rendere quindi più fluida la valutazione, la selezione nonché la cura dei pazienti che afferiscono al pronto Soccorso stesso”.
L’Ospedale di Mercato S. Severino, con 150 posti-letto, in virtù dell’accorpamento al “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, è entrato a pieno titolo nella composizione dell’azienda ospedaliera universitaria, sia nei servizi di elezione che in quelli di emergenza.
“La ridotta attività degli ultimi giorni, a causa della carenza di personale medico, in particolare degli anestesisti” – spiega l’Assessore Angelo Zampoli –“ è stata la conseguenza di un problema di natura sindacale tra gli anestesisti e la direzione dell’ASL e, pertanto, non è in relazione con le sorti dell’Ospedale perché il nosocomio è stato messo in salvo con il protocollo d’intesa che ne ha stabilito l’accorpamento all’azienda sanitaria universitaria “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.