Battipaglia. Risale già a marzo dello scorso anno la crisi dello storico gruppo aziendale Battipagliese Paif e Termopaif, costretto all'epoca a mettere 83 su 124 dipendenti assunti in cassa integrazione straordinaria e ad attivare tra questi stessi dei turni di mobilità volontaria per far fronte alla grave situazione debitoria che non consentiva il pagamento di fornitori e creditori vari. Nonostante i dirigenti abbiano stilato un accordo che avrebbe permesso la dilazione dei debiti, alleggerendo la situazione economica dell'azienda, questo è stato bocciato dal Tribunale salernitano, rendendo ancora più tangibile la minaccia dell'avvio della procedura fallimentare. La questione dei lavoratori, seguita dalle principali associazioni sindacali del territorio non ha dato i frutti sperati: la mobilità durata fino al 31 dicembre 2013 ha lasciato attualmente gli 84 dipendenti disoccupati, poiché i tentativi di accordo con la Regione Campania sono stati fallimentari. L'azienda stessa non ha fornito un piano per le procedure di licenziamenti e cassintegrazione che verranno avviate. L'unica speranza rimane l'incontro tra parti sociali ed azienda, già rinviato, presso Confindustria, che si terrà il prossimo 27 gennaio. Gli animi sono piuttosto accesi ma i sindacati invitano alla calma, cercando di prospettare i futuri sviluppi di questa drammatica vicenda.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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