Capaccio - Paestum. Il ritmo diventa catalizzatore di emozioni per il nuovo, straordinario ed intenso appuntamento alla Locanda del Mare, la casa d'inverno del Dum Dum Republic: uno spazio dell'anima dedicato a poeti, buongustai e viaggiatori, un po' ristorante un po' galleria d'arte. Dopo l'emozionante debutto con il live di Pietra Montecorvino, venerdì 16 dicembre alle ore 21 protagonista della rassegna "Chi passa alla Locanda" è la musica migrante di Sandro Joyeux, musicista giramondo per vocazione che, con la sua voce e la sua chitarra, è capace di generare un'ondata di energia ed allegria in tante lingue del mondo, nel segno della fratellanza. Il suo è il racconto di un mondo che migra e si trasforma. Ben oltre la world music e i suoi stereotipati clichès. Un ponte tra Europa ed Africa. Un viaggio mistico, trasportati dalla sua voce calda e intensa, attraverso i ritmi del deserto e le strade polverose del West Africa, tra le banlieues parigine e il reggae dei ghetti giamaicani. Un'ora e mezza di spettacolo per un repertorio che spazia dai brani originali alle rivisitazioni di classici e tradizioni africane. Joyeux ha percorso più di mezzo milione di chilometri con la chitarra sulle spalle per raccogliere leggende, dialetti e suoni del Sud del mondo. Canta in francese, inglese, italiano, arabo e in svariati dialetti come il bambarà, il wolof, il dioulà. E' interprete ironico e scanzonato, avvolgente e coinvolgente. Alla maniera di un "Griot bianco" ammalia il pubblico attraverso i suoi suggestivi racconti di viaggio o le storie legate alle canzoni. Alla Locanda del Mare, Sandro Joyeux presenterà il suo nuovo album "Migrant", progetto che ruota intorno al tema della migrazione e che ben si inserisce nel fil rouge della rassegna "Chi passa alla Locanda", ispirata al tema dell'incontro e dell'incrocio per tornare a sentirsi umani e per abbattere le barriere in un mondo che sembra innalzare nuovi muri. Migrant vede la partecipazione di artisti come Eugenio Bennato e Dean Bowman e coinvolge musicisti provenienti dal Mali, Marocco, Italia, Francia, Stati Uniti. Presentato l'11 marzo in anteprima nazionale all'Auditorium Parco della Musica di Roma, l'album nasce come naturale conseguenza naturale della forte esperienza maturata dall'artista con il suo "Antischiavitour", una tournèe di concerti contro le nuove forme di schiavitù che ha portato Sandro all'interno dei centri di accoglienza e nei ghetti abbandonati dei migranti nelle campagne dalla Calabria, alla Puglia, Basilicata, Campania e Piemonte. Ha suonato nelle tendopoli a Rosarno, al Gran Ghetto a Rignano, a Boreano, a Venosa, a Castelvolturno e a Saluzzo: tutti luoghi simbolo dello sfruttamento della manodopera migrante. Impegno sociale e nuove sonorità per un live attraverso cui prende per mano il pubblico e lo coinvolge fino a farlo cantare a squarciagola in lingue esotiche e sconosciute.