Salerno. Che a Tomaso Montanari, critico d'arte e docente universitario fiorentino, la politica urbanistica del sindaco di Salerno, Vinenzo De Luca, non andasse a genio, è cosa risaputa e dato di fatto ormai acquisito. La conferma era già arrivata qualche mese fa, nel corso di un'assemblea pubblica dal titolo "Firenze non è una merce", tenutasi nel capoluogo toscano, nella quale aveva incidentalmente parlato del primo cittadino salernitano. "Matteo Renzi - aveva dichiarato, parlando di quello che sarebbe poi diventato Primo Ministro - è il perfetto garante dello stato delle cose. Noi fiorentini sappiamo chi è e non possiamo tacere del suo quinquennale non-Governo". "Renzi è l'ultimo epigono del provinciale ma aggressivo neoliberismo italiano (...), confessa apertamente che il suo modello è Tony Blair: l'ultimo erede della stagione di Ronald Reagan e Margaret Thatcher". "Un segnale concreto? L'indecente alleanza con Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno supercementificatore, superindagato, cumulatore di cariche e violento. Un'alleanza col peggio di questo paese, per la distruzione dell'ambiente e la violazione della legge". E la conferma, a questo punto scontata, delle sue impressioni è giunta ieri, a margine della presentazione del suo ultimo libro "Istruzioni per l'uso futuro" proprio nel capoluogo campano. Montanari, in particolare, si è soffermato sull'opera urbanistica più discussa del momento, il Crescent: "Hanno fatto bene i cittadini salernitani a mobilitarsi per opporsi a quell'opera: è una mostruosità".
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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