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Salerno, ritorna il Pizza Expo nel weekend

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Salerno. Successo di critica per il Pizza Expo Nazionale 2014 e ampi consensi da parte delle Istituzioni e del pubblico che ogni sera, ha affollato l'ampia area verde attrezzata salernitana, per assaggiare e degustare i vari tipi di pizza italiana presentati dai più importanti esperti provenienti da tutte le regioni - tra i quali campioni mondiali, europei e nazionali di categoria - esprimendo il proprio voto. Tanto che l'organizzazione, guidata dal manager ed ideatore del Pizzaexpo Giovanni Sapere, ha deciso, a sorpresa, di protrarre la manifestazione, dedicando una sessione speciale esclusivamente alla Campania che, in quanto regione ospitante, non ha gareggiato nella competizione nazionale, rinunziando quindi all'altissima probabilità di vincere il più importante scudetto nazionale. Il prossimo week end (11-13 luglio), vedrà impegnati i maestri di categoria che proporranno assaggi e degustazioni delle pizze tipiche campane, preparate secondo le varie tradizioni territoriali, affiancate da altre prelibatezze gastronomiche caratteristiche dei vari territori. Maxischermo per la finale dei mondiali di calcio, formula menù a prezzo simbolico, animazione, spettacoli con noti artisti del calibro di Alessio, Arteteca e big "a sorpresa" per la finalissima. Per la sessione nazionale del Pizza Expo 2014, Lazio, Sicilia, Liguria, Calabria, Veneto sono le regioni italiane che hanno conquistato i vertici della classifica delle eccellenze tradizionali regionali della pizza italiana. Lo hanno decretato il pubblico di consumatori e la giuria tecnica del Pizza Expo Nazionale 2014. Il primo posto per il massimo scudetto italiano di categoria va alla brigata Lazio, guidata da Teodoro Chiancone e Ugo Veri, con un impasto tecnicamente perfetto, fragrante anche se riscaldato. La sua "fiori di zucca" (mozzarella, fiori di zucca, acciughe) prevale per soli 5 punti sulla Sicilia rappresentata da Domenico Sireci, che ha coraggiosamente presentato la tipica "casalinga" (cipolla, acciughe, pomodoro, pecorino, pangrattato), una pizza tradizionale squisita ma povera, a base di farine da grani locali macinati a pietra. In comune, le acciughe che profumano queste due delizie. Premiati, quindi, innanzitutto gli impasti. Nella prima gusto tipico e studi moderni sulla lievitazione, nella seconda è evidente il recupero di origini, ingredienti e metodi di lavorazione antichi. Al terzo posto la Liguria con la "pomodorini e pesto" di Federico De Silvestri, (mozzarella, pesto ligure, pomodorini); quindi, il Veneto, a guida della classifica fino a 24 ore prima della chiusura nonostante una pizza "terra mare" considerata dagli esperti di alto livello: la "gondoliere di montagna" di Diego e Antonio Fiorenzano, (gamberi veneziani scottati al cognac, crema trevigiana con radicchio e casatello, speck selva di Cadore, sfoglia di imbriago, miele dei colli Ugani). Quarta la Calabria con una imponente "nduja" di Mimmo Spagnuolo (mozzarella, fiordilatte, pomodoro, origano, nduja) Al sesto la Toscana con Mattia Sonn e la sua "Ladrone" (crema di tartufo nero, guanciale di cinghiale, radicchio rosso). Quindi, al settimo, l'Abbruzzo con la tipica "ventricina" di Nicola Salvatore che ha proposto, a guida dei suoi allievi, anche una originale "pampanella" per il Molise, da ricetta del 1500 per palati fini. In ottava posizione la Basilicata con un'apprezzata "diavola" (salame di Lauria, pomodoro, mozzarella). Proposta gourmet, non facile per il gusto comune ma di grande armonia, anche per l'ottima lombarda "presolana" di Roberto Marinoni (cacciatore di cervo e formagella nostrani, finferli, fiordilatte), al nono posto. Di seguito le altre regioni d'Italia, ciascuna con le proprie proposte territoriali, nel rispetto del gusto, delle produzioni e della storia gastronomica locali. Per tutte, qualità degli ingredienti, a partire dall'olio extravergine d'oliva.
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