Salerno. Continua il lavoro della Procura di Salerno nell'ambito della delicata inchiesta che vede coinvolto l'alto prelato salernitano Nunzio Scarano, accusato di riciclaggio di denaro e di aver fatto rientrare clandestinamente in Italia capitali provenienti da vari paradisi fiscali. Nel mese di ottobre 2013 gli inquirenti avevano presentato un'istanza rogatoriale alla magistratura svizzera con la quale chiedevano gli incartamenti bancari relativi a quattro società sospettate di rapporti con la "Julius Bauer" e soprattutte ritenute riconducibili a società off shore legate in via diretta o indiretta al gruppo dei D'Amico, gli armatori "amici" del Monsignore. I documenti, trasmessi sia pure in modo non completo, attestano i bonifici fatti dagli armatori a Scarano; e rappresentano solo una parte dei circa 70 bonifici fatti all'alto prelato, tutti di importo variabile e fino ai 150 mila euro cadauno. Dai soli D'Amico le transazioni hanno raggiunto il valore di 170 mila euro, con la causale "Lavori per il Seminario".
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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