Salerno. Si chiude l'inchiesta salernitana che vede coinvolto l'ex alto prelato Nunzio Scarano. Nell'avviso di conclusione delle indagini firmato dal sostituto procuratore Elena Guarino sono contenute due ulteriori accuse nei confronti del monsignore salernitano: usura ed esercizio abusivo della professione. A Scarano, già indagato per riciclaggio di denaro, viene ora mossa l'accusa di aver effetuato dei prestiti con un sensibile tasso di interesse, confermati inoltre da alcune intercettazioni telefoniche. I prestiti finiti nel mirino della magistratura sono quello alla ommercialista Tiziana Cascone (40 mila euro), quello ad un medico convolato a nozze con una nipote (60 mila euro) ed infine i 50 mila concessi all'associazione "terra Mia" di Sergio Piperata, socio del principale accusatore di Scarano, l'imprenditore romano Massimiliano Marcianò.
Il presidente tiranno
Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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