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Salerno, per Renzi la contestazione dei collettivi di studenti e precari

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Category: Salerno
Salerno. "La visita di Matteo Renzi a Salerno non è stata proprio come il premier se l'aspettava. Dopo aver annullato la visita all'asilo "Teresa Buonocore" a Pastena prevista per le ore 13 per timore di eventuali contestazioni, il premier ha fatto tappa in diverse zone di Salerno come ogni passerella elettorale che si rispetti e alle ore 15 circa ha raggiunto l'Hotel Mediterranea in via Salvador Allende". A scriverlo sono i rappresentanti del Laboratorio Politico Area e del Collettivo Studentesco di Cava, in merito alla visita del premier a Salerno, nello scorso weekend. "Un presidio di circa duecento lavoratori, docenti, studenti, disoccupati del salernitano - dicono ancora - ha accolto Renzi all'esterno dell'Hotel per contestare il Governo che sta sfasciando la scuola pubblica con il vergognoso ddl della "Buona Scuola" che ha già ottenuto l'approvazione alla Camera. Un corteo di circa cinquanta studenti del Laboratorio Politico Area e del Collettivo Studentesco Cavese ha raggiunto con determinazione il luogo del concentramento incontrandosi con i Cobas, con gli altri docenti, precari e non, abilitati TFA che protestano per un'abilitazione e per un corso del costo di 3mila euro che comunque non darà loro la possibilità di insegnare. Le forze di polizia hanno provato a fermare e intimidire il presidio che però ha resistito ed è riuscito a far sentire forte e chiara la propria voce a Renzi, De Luca e agli altri aspiranti politicanti presenti all'interno dell'hotel. Non si tratta di una semplice contestazione ma della ferma convinzione che la costruzione di un modello alternativo di sistema economico e politico sia possibile e necessaria. Cosa dobbiamo fare per i nostri istituti formati ormai da tre o quattro plessi accorpati in cui gli studenti sono lasciati a se stessi e non si ha la minima possibilità del controllo e della gestione seria dell'attività didattica? Cosa dobbiamo fare per i tagli della riforma Gelmini che ancora bruciano sulla pelle di noi giovani studenti che vediamo quotidinamente i presidi mendicare fondi alle famiglie per il "contributo facoltativo" o alle banche con cui vengono contratti prestiti da saldare con mutui di anni? Il ddl della "Buona Scuola" non dà un solo euro alla scuola pubblica, continuando a finanziare la scuola privata, e favorendo l'avanzamento di una nuova figura di preside sceriffo che abbia la possibilità, da uomo solo al potere, di valutare i docenti e di assumerli e licenziarli a proprio piacimento favorendo le loro forme di "meritocrazia" che sappiamo bene corrispondere in realtà a becere pratiche di asservimento umano e ideologico al preside-padrone di turno. Cosa dovevamo dire per la cancellazione delle tutele anche per il posto a tempo indeterminato messa in atto dal Jobs Act che ha previsto, in caso di licenziamento illegittimo, la cancellazione del reintegro e il pagamento di poche misere mensilità nei confronti del lavoratore sindacalizzato e in lotta per i propri diritti che si vede estromesso dal proprio posto di lavoro senza alcuna possibilità di far rispettare i propri diritti fondamentali? Il Jobs Act ha livellato verso il basso i diritti dei lavoratori e ha reso tutti, precari e non, più ricattabili e facilmente licenziabili. La nostra dura opposizione al Governo Renzi e alle grandi lobbies (non ultima la grande intesa politica e ideologica con Confindustria) con cui fa grandi affari e a cui regala il decreto SbloccaItalia è un passo importante verso la costruzione di una nostra proposta politica che metta i lavoratori e le classi sociali più deboli in condizione di poter avere tutti i diritti che spettano ad ognuno/a di noi. Organizziamo i giovani disoccupati, gli studenti, i docenti, i lavoratori nelle nostre città perchè solo se riprendiamo in mano le nostre vite possiamo costruire delle condizioni di vita migliori per tutti/e".
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