Salerno. Spuntano nuove indiscrezioni sull'inchiesta che ha portato, l'altro giorno, gli uomini della Dia ad apporre i sigilli di sequestro ai cantieri di Porta Ovest. Come si può evincere dal provvedimento di sequestro, una delle cause, messa nero su bianco dai consulenti tecnici della Procura, è rappresentata da un cedimento pari a circa dieci millimetri al giorno che interessa una parte delle due gallerie del cantiere. Nell'esecuzione dei lavori, tra l'altro, i tunnel a serpentone sarebbero stati rimpiazzati da gallerie a linea retta, che garantiscono meno assicurazioni dal punto di vista del sostegno del peso. Insomma, il pericolo di un crollo in sostanza. Ma c'è di più. All'attenzione degli inquirenti, infatti, ci sarebbero anche la fase di appalto e la variante che ha permesso la modifica in corso d'opera del percorso originariamente stabilito. Non si escludono infiltrazioni della criminalità organizzata. Uno dei punti critici, inoltre, sarebbe poi l'accelerazione improvvisa dei lavori, decisa forse per arrivare pronti alla fine dell'anno, quando si sarebbe dovuto pagare lo stato di avanzamento dei lavori. Riflettori puntati anche sui materiali utilizzati, un'ipotesi che, oltre al sequestro, ha portato alla notifica dell'accusa in pubbliche forniture ai sei indagati.
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