
Di seguito la lettera che è stata consegnata alla portineria della Curia subito dopo aver appreso la notizia del trasferimento, accompagnata dalle centinaia di firme dei membri della comunità di San Quirico Martire di Bolano che, precisano, "non si tratta di una protesta, ma di un modo per mettere al corrente il vescovo di quanto don Alfonso abbia fatto in questi 21 anni nella Comunità e, quindi, di quanto potrebbe ancora fare".
"Reverendissima Eccellenza, è qualche tempo che nella Nostra Comunità di San Quirico di Bolano si rincorrono voci inerenti un possibile ed imminente cambiamento il cui fulcro sembra dover passare per il trasferimento in altra sede del nostro Parroco Don Alfonso Raimo. E', questa, un'evenienza che certo non ci saremmo aspettati e che certo non viviamo con gioia avendo potuto apprezzare nel tempo, dell'uomo e del Sacerdote, il rigore nel propugnare la Verità della fede e l'incrollabile fiducia nella possibilità di realizzare davvero nella vita di tutti i giorni l'annuncio del Vangelo secondo spirito di servizio.
Se adottata, è una scelta che accettiamo per la profonda fede che da cristiani -sia pure imperfetti - riponiamo nella consapevolezza per cui "tutto ciò che accade o è bene o è per il bene"; prima, però, di porgerci tale "calice" voglia dedicarci un attimo di attenzione consentendoci - in assenza dell'ardire di invitarla per conoscere di persona la Nostra Comunità - di così provare a consegnarLe il senso di ciò che gli ultimi 20 anni hanno rappresentato per noi grazie alla guida di Don Alfonso.
Vorremmo, in particolare, consegnarLe il senso di sobrietà nel vivere la Nostra fede che ci è stato insegnato, ad esempio, per quel che concerne la celebrazione delle feste patronali. Sino a prima dell'arrivo di Don Alfonso - e intorno a noi tutt'oggi - la festa era fatta di momento religioso sovrastato, però, da luci, fuochi d'artificio e ricchi artisti; dopo, almeno per la Nostra comunità, di momenti religiosi in primo luogo e poi di feste in piazza con animatori però locali oppure con eventi come la festa del dolce, la festa del saltimbocca ovvero il Presepe vivente in occasione del Natale. E' così che, non senza un certo orgoglio, abbiamo finanziato praticamente da soli l'intero rifacimento della struttura dell'oratorio, la creazione di un campetto polivalente, i diversi tornei ivi svoltisi oppure ancora la realizzazione degli impianti di riscaldamento e delle opere di ristrutturazione necessarie perché la nostra Chiesa fosse bella e accogliente.
Vorremmo consegnarle, ancora, i momenti di condivisione con i Padri Saveriani e l'impegno comune degli stessi e dei catechisti nella formazione dei più piccoli e dei ragazzi; vorremmo consegnarle inoltre anche esperienze come il campo di lavoro missionario che coinvolge i giovanissimi dell'intera Nostra Forania e la partecipazione dei nostri giovani all'organizzazione e alla realizzazione di numerosi eventi nazionali proposti dalla Fondazione Missio della CEI.
Vorremmo consegnarle, ancora, la soddisfazione delle componenti il gruppo dell'Apostolato della Preghiera per aver festeggiato a Settembre 2010 i 100 anni di storia nella nostra comunità oppure l'intensa partecipazione della nostra comunità ai momenti di preghiera con l'esposizione del Santissimo Sacramento durante le Sante Quarant'ore.
Vorremmo consegnarle, ancora, i colori dei vestiti di Emi, moglie di Momo: sono diventati, infatti, anche un po' i nostri colori. Momo ed Emi con i loro tre figli, abitano nei pressi della Chiesa, sono musulmani di origine Senengalese e non si sono né li abbiamo più sentiti tanto lontani da quando abbiamo appreso durante l'omelia di come Abramo fosse riconosciuto comune padre da entrambe le religioni; di Momo, in particolare, le vorremmo consegnare anche l'espressione di quando ha saputo del possibile trasferimento di Don Alfonso ( a proposito, sia lui che Emi avrebbero voluto incontrarla e chiederLe di soprassedere).
Vorremmo consegnarle, ancora e di più, la straordinaria esperienza dell'Associazione S.O.S. Infanzia Negata grazie alla quale, in poco più di un paio anni, abbiamo già finanziato e realizzato il rifacimento di un intero edificio scolastico (ed un altro lo stiamo costruendo) in Malawi nonché la consegna di un'autoambulanza piena di quaderni e penne per i bambini della scuola e un viaggio di medici pediatri per una prima visita medica per più di 1500 bambini.
Vorremmo consegnarle, ancora, il senso di appartenenza ad una comunità che con la sua identità ha potuto vivere, perpetuarsi e riconoscersi per oltre mille anni nella Chiesa di San Quirico Martire a Bolano.
Quanto innanzi è ciò che avremmo voluto consegnarLe sperando Lei potesse trovare una qualche soluzione che salvaguardasse le Alte esigenze pastorali che la spingono alle imminenti scelte, in uno alle esigenze di salvaguardare l'identità della nostra comunità per come vissuta negli ultimi mille anni e, soprattutto, per come in meglio segnata negli ultimi 20 anni dalla guida di Don Alfonso. Non potendo altro, nelle Sue mani consegniamo solo questo scritto che, speriamo, vorrà raccogliere come la preghiera di tutelare al meglio una piccola traccia presente nella nostra comunità che, però, noi abbiamo sin qui vissuto come qualcosa che "spalanca un orizzonte, apre una pista di ricerca, dà inizio ad un cammino - ritenendo che - La traccia è sempre il segno di una presenza che ci accompagna, nel contempo con forza e discrezione, in un itinerario condiviso, in un percorso che si fa in compagnia dell'Altro e degli altri". (L. Moretti, Dal Vangelo alla vita, dalla vita al Vangelo, Salerno 2011).
Eccellenza, noi in Don Alfonso abbiamo trovato un amico, un padre e, quando necessario, anche una persona che ci ha richiamato ai nostri doveri di solidarietà nella vita di tutti i giorni come nell'impegno sociale; insieme a lui abbiamo scoperto la possibilità di praticare una "traccia" che ci ha aperto un cammino di ricerca e un itinerario condiviso. Il nostro cammino, però, è ancora a metà: in tutta coscienza, perché coprire questa traccia ? Lei se la sente di interrompere il Nostro cammino in una storia non ancora chiusa? Possibile che le certe esigenze Pastorali che la muovono siano del tutto incompatibili con la presenza di Don Alfonso nella nostra Parrocchia? Noi non possiamo avere una conoscenza profonda di tutte le esigenze Pastorali che la spingono a scelte come quella che forse sta per adottare; pur consapevoli di ciò, però, non possiamo non trovare più che amaro rileggere oggi le Sue dichiarazioni di inizio mandato che i media - più o meno - hanno riportato così: "vengo qui per far parte di una storia e sento di impegnarmi come questa comunità merita ... il mio impegno nel costruire una comunità forte e solidale ci sarà sempre, con i nostri mattoni per costruire un futuro fatto di solidarietà e sostegno, un sostegno da dare alle famiglie per costruire un legame familiare forte che sfocia inevitabilmente nella comunità". Questa Comunità, per quel che ha fatto negli ultimi 20 anni e per quel che potrebbe fare in futuro, "merita" tutto ciò?
Abbiamo raccolto qualche firma di chi si è sentito di condividere il contenuto di questa missiva. Quanti hanno letto la presente l'hanno firmata, nessuno escluso. Se non sono un numero proporzionato a quello dei fedeli della Comunità di San Quirico Martire Bolano - ci creda - è solo perché non siamo riusciti a raggiungere tutti a causa del poco tempo avuto. Con grato ossequio".