Salerno. Due squadre di agenti dell'Enpa di Salerno, il distaccamento della Casina Rossa di Eboli e la squadra guidata da Alfonso Albero, nel corso di una perlustrazione attraverso la provincia di Salerno hanno sorpreso con fucili carichi e cani ben sette persone intente a cacciare in terreni in attualità di coltivazione. "I bossoli dei cacciatori sono costituiti di piombo, elemento non biodegradabile che nel tempo ha aumentato l'inquinamento di falde acquifere, terreni agricoli e animali selvatici entrando in questo modo anche nella catena alimentare - ha affermato Angelo Sorvillo, una delle guardie zoofile - Il piombo nei bossoli è un problema molto importante perché costituisce un pericolo per il territorio e la fauna che vi vive. Andare a caccia nei terreni coltivati è un atto da irresponsabili, per questo bisognerebbe inasprire le pene." Il giro è proseguito fino a quando il ripetuto e costante canto delle allodole non ha suggerito alle guardie che nelle vicinanze era stato posizionato un richiamo elettroacustico. I cacciatori che, dopo aver tentato di disfarsi del richiamo e darsi alla fuga, sono stati identificati e denunciati. Avevano abbattuto però già 18 allodole. Si è proceduto così al sequestro dell'arma per i due cacciatori e a diverse ammende amministrative. Intanto una seconda squadra, partita prima dell'alba in direzione del profondo Cilento, è giunta nei pressi di una riserva faunistica a ridosso del Parco Nazionale del Cilento. Qui i primi controlli ad alcuni cacciatori risultati in possesso di tutte le autorizzazioni. Gli agenti sono ripartiti e poco dopo, parcheggiate le auto per un ascolto e un occhiata veloce alla vallata, hanno sentito alcuni spari provenienti da un uliveto. Un gruppo si è appostato col binocolo ed un altro si è avvicinato al luogo: in breve tempo la squadra è riuscita ad individuare due soggetti che, alla vista delle guardie, hanno provato a disfarsi di qualcosa tra i rovi. I primi controlli alle autorizzazioni hanno permesso agli operanti di notare che uno dei due faceva parte di una squadra di cinghialisti: costoro potrebbero praticare la sola caccia agli ungulati nei giorni di giovedì e domenica, pena la sospensione per un anno della licenza. Intanto alcuni agenti si sono avvicinati alla siepe dove i due avevano occultato qualcosa. Una veloce occhiata e sono cominciati a venir fuori fringuelli, un frosone ed una passera scopaiola. I soggetti avevano inoltre abbattuto alcuni tordi. In presenza degli agenti uno dei due ha provato a disfarsi di un esemplare di verzellino del quale non era riuscito a disfarsi in precedenza forse a causa delle piccole dimensioni dell'animale. Ma anche questo gesto è stato notato dagli agenti. Poco dopo sono giunti sul posto anche i Carabinieri della stazione di Vallo della Lucania che, dopo esser stati informati dei fatti, hanno proceduto alla denuncia, oltre alle sanzioni amministrative dei due. Inoltre uno dei due era in possesso del fucile del padre, sprovvisto però delle dovute autorizzazioni.
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Donald Trump sta sfidando le peggiori categorie più consolidate della politica tradizionale,
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